Continua il lavoro di Legambiente Campania sui temi energetici

Legambiente Campania, che attualmente è sede dello Sportello Energia, si occupa di temi energetici non solo nell’ambito nel progetto Life Climaction. Ad esempio, insieme al Circolo di Legambiente del V Municipio di Roma e a Legambiente Padova, in collaborazione con il Forum Disuguaglianze e Diversità, ha seguito un progetto sulla ricchezza comune (sostenuto con i fondi dell’8 per mille alla Chiesa Valdese), dal nome “Ridiamo ossigeno ai quartieri”.

Un focus importante del lavoro svolto a Napoli, in particolare nel quartiere di San Giovanni a Teduccio è stato fatto tramite dei questionari sui temi energetici. Nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021 sono stati somministrati ai cittadini e alle cittadine del quartiere di San Giovanni a Teduccio questionari relativi all’energia, ai consumi domestici, alle fonti di energia rinnovabile e, più in generale, alla ricchezza comune del quartiere, quella che esiste già e quella che si potrebbe potenzialmente creare; obiettivo del questionario era sì quello di indagare l’interesse e la sensibilizzazione verso la sostenibilità energetica ma anche e soprattutto di individuare l’attenzione degli individui nei confronti della comunità, del quartiere e delle relative criticità ambientali e sociali.

Le persone che si sono prestate a rispondere al questionario possiedono per la maggioranza un titolo di studio medio e hanno un’occupazione lavorativa; è stato invece più complicato arrivare ai disoccupati, agli inattivi, ai lavoratori saltuari o alle casalinghe che, probabilmente, si sono più degli altri rifiutati di ricevere la somministrazione.

Il 77% degli intervistati risiede in un condominio o in appartamento di edilizia residenziale pubblica in cui, per la maggior parte dei casi, non vi è riscaldamento centralizzato ma si utilizzano termosifoni (41,3%), stufe elettriche (26,1%) o stufe a gas (19,6%) per riscaldarsi. Il 66,3% mostra una scarsa conoscenza della classe energetica della propria abitazione avendo anche una certa difficoltà nell’identificare la classe di consumo degli elettrodomestici più utilizzati in casa.

 

 

Al contrario, invece, risulta più facile per buona parte degli intervistati fare una stima dei costi annuali di luce e gas, e alcuni hanno precisato di aver cominciato ad avere maggiori accortezze in questo periodo in vista di presunti rincari dei costi per le bollette a partire da gennaio 2022.

Sebbene ci sia la consapevolezza dell’esistenza di fonti di energia rinnovabile, in particolare di fotovoltaico (77,8%) ed eolico (60,3%), è ancora poco chiaro quanto sia possibile rendere più sostenibili i comportamenti dei cittadini partendo proprio dall’analisi dei consumi domestici giornalieri per arrivare a scegliere modelli alternativi ai sistemi tradizionali; molti degli intervistati non sono a conoscenza della presenza nel quartiere della prima comunità Energetica e Solidale d’Italia così come della Fondazione Famiglia di Maria, probabilmente perché in un tessuto così frammentato poca è la risonanza di progetti tesi a rafforzare la coesione sociale e le potenzialità che derivano da questo tipo di progetti di comunità. Non molti sono gli attori che conoscono il termine comunità energetica (32,4%) ed alcuni di coloro che hanno risposto “sì” lo hanno fatto a seguito della nostra cornice introduttiva relativa al progetto, di cui magari avevano sentito parlare solo marginalmente.

 

 

 

 

 

 

Nonostante questo, però, è stata rilevata una sensibilità ed un’attenzione nei confronti delle tematiche ambientali, motivo per cui quasi tutti condividono l’ipotesi di partecipazione attiva a progetti che si basano sull’uso di energia rinnovabile e sarebbero, nel limite delle proprie possibilità, disposti ad investirvi economicamente.

 

 

 

 

 

La ricerca ha quindi restituito la fotografia di una comunità che risulta interessata a progetti basati sull’utilizzo di energia rinnovabile per la costruzione di un percorso collettivo che punti verso una comunità energetica ampia e partecipata.

Il 74,2% degli intervistati afferma, infine, di non aver mai sentito parlare di ricchezza comune ma, quando viene chiesto loro di darne un’interpretazione, parlano di parchi e aree verdi, di spazi comuni, di progetti di comunità, di condivisione, di accesso libero a tutti e tutte, di diffusione di cultura e valori, di umanità. Questo è dunque esplicativo di una comunità desiderosa di riscatto, una comunità che fatica ad identificare la classe energetica dei propri elettrodomestici ma che sarebbe disposta ad investire su progetti di rigenerazione energetica e solidale come quello che sta già avvenendo a partire dalla Fondazione Famiglia di Maria, una comunità inizialmente diffidente ma successivamente desiderosa di raccontarsi, di mettersi in gioco, di essere parte attiva e della giusta transizione.

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